...I Care
Il tempo di Quaresima non è sempre amato, a causa delle sue esigenze: penitenza, digiuno, astinenza. Parole e atteggiamenti che sembrano venire da altri tempi e che sono così lontani dal nostro modo di vivere. Però, altre parole si sono imposte nel linguaggio corrente. In un periodo di crisi economica e sullo sfondo di preoccupazioni ecologiche, termini come moderazione, frugalità, semplicità di vita, non sembrano più tanto incongrue. Escono anche dalla penna di certi economisti. Vivere consumando meno, significa infatti contribuire alla preservazione dell’ambiente, e anche della propria salute. I cristiani, vivendo le esigenze della Quaresima che associano il digiuno, la preghiera e la condivisione, possono unirsi alle preoccupazioni dei loro contemporanei. Ma per loro, la moderazione, la frugalità, la semplicità di vita portano in sé anche un significato spirituale. Con le loro rinunce, i cristiani ricordano che la terra, che è stata data loro in eredità, offre loro l’ospitalità, e che devono trasformarla e trasmetterla ad altri. Attraverso le sue pratiche, la tradizione cristiana dà forma ad uno stile di vita decisamente rivolto verso il futuro e verso gli altri. Rinunciare, privarsi oggi, significa per il credente manifestare insieme fiducia in un futuro che non è nelle sue mani ed una solidarietà fondamentale con il genere umano di oggi e di domani. Significa anche manifestare che niente ci è dovuto e che tutto ciò che viene in nostro possesso è dell’ordine del dono. La Quaresima vista in questo modo può allora diventare un tempo di grazia. È un invito a riscoprire la gratuità di Dio e il giusto valore delle cose del mondo. Vivere nella semplicità, consumare con moderazione, condividere e ringraziare Colui che è all’origine di ogni dono, sono già dei modi di gustare in modo diverso le cose buone della vita, nella condivisione e nella gratitudine. Da buongustai del Vangelo. di Dominique Greiner - in “La Croix” del 17 febbraio 2010
Dominique Greiner
Auguri a

Annalisa Curtaz - 25 febbraio
Intervista a Cleofa


Cleofa, quale rapporto deve avere la Chiesa con il potere? Quali scelte deve fare la Chiesa alla luce Vangelo? Le tentazioni riassumono i grandi inganni della nostra vita, quelle che vanno a demolire la fede e le nostre difese. La prima tentazione è quella di sostituire Dio, e di sosti¬tuirlo con delle cose.

Il diavolo dice a Gesù: «Chiedi a Dio un mira¬colo». Cosa significa? E’ la tentazione che demolisce la fe¬de facendo l'imitazione della fede: ciò che sembra essere il massimo della fede può diventare invece la caricatura della fede.

E la tentazione del potere? È quella che dice: “Abbandona quel Dio che fa dei poveri i principi del suo regno, dimentica questo Dio che non entrerà nei palazzi dei potenti se non da prigioniero, lascia stare quel Dio che non arruola eserciti, che vuole conquistare il mondo con la follia della croce”.

Qual è allora il grande inganno? Il grande inganno è cancellare la nostra fa¬me di cielo e di pace, di giustizia e di bellezza, di voler camminare grazie a miracoli. Mentre ci viene chiesto di avanzare con tanta luce quanto basta al primo passo.
a cura di Geremia Momo
20 febbraio 2010 - Email n°8 [Archivio]
Se tu e io ci scambiamo un dollaro, restiamo sempre con un dollaro ciascuno. Se invece ci scambiamo le idee, dopo tu ne hai due e io pure. Dan Zadra

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