...I Care
A un presepe senza Re Magi perché «respinti alla frontiera» e a un Bambin Gesù intristito perché rimasto senza regali per colpa delle nuove rigide leggi contro i clandestini non aveva ancora pensato nessuno. Hanno provveduto con l’ironia dei buontemponi i volontari della Caritas di Agrigento guidati da un laico trentaquattrenne, Valerio Landri, allestendo in Cattedrale un presepe con un esplicito cartello piazzato fra pastorelli e muschio, laghetti e luci colorate: «I Magi sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati». Una provocazione che va ben oltre la marachella da sacrestia, anche perché sembra compiaciuto il nuovo vescovo della città dei templi, monsignor Francesco Montenegro. D’altronde, aveva esordito proprio lui a luglio, per la festa del patrono, con una omelia d’attacco alle leggi di taglio leghista sui respingimenti in mare, certo che «oggi non sarebbe approdato in Sicilia nemmeno San Calogero, il santo di pelle nera venerato ad Agrigento, probabilmente anche lui arrivato su un barcone...». E Landri, dopo aver lasciato a casa Melchiorre, Baldassare e Gaspare, forse pensando che in fondo il Bambinello poteva fare a meno di oro, incenso e mirra, non rinuncia alla bordata: «Se Gesù volesse venire da noi, oggi, nel 2010 molto probabilmente sarebbe respinto alla frontiera, così come accade a centinaia e centinaia di nostri, poveri, fratelli...». di Felice Cavallaro in “Corriere della Sera” - 6 gennaio 2010
Felice Cavallaro
Auguri a

Carlo Ciapusci - 11 gennaio
Clarence Cugnod - 15 gennaio
Intervista a Cleofa


Bernardo di Chartres, filosofo francese del XII secolo, diceva che “siamo come nani appollaiati sulle spalle di giganti (gli Antichi), sicché possiamo vedere più cose di quante ne vedessero questi ultimi, e a maggior distanza. E ciò non perché la nostra vita sia particolarmente acuta o la nostra statura notevole, ma perché siamo sostenuti e innalzati dall’alta statura dei giganti”. Cosa ne pensi? Oggi, l’impressione è che a condurci non siano dei giganti nell’intelligenza, nel cuore e nel fare, ma degli uomini piccoli-piccoli che ci fanno vedere solo a poca distanza, chiudendo la visuale sui cieli.

Qual è la buona notizia in questo contesto? Ecco la buona notizia: Gesù viene ad aprirci i cieli e a mostrarci il volto buono di Dio, benevolo, rassicurante, un volto che ci salva dalla disperazione. Il Vangelo è un continuo richiamo a riscoprire il volto benevolo di Dio, mentre noi a volte pensiamo o agiamo senza fiducia, senza speranza, come se i cieli si fossero richiusi ancora una volta sulla nostra terra, sui nostri problemi, sulle nostre sofferenze.

Ma allora, se i cieli sono aperti, possiamo comunicare con Dio… Certo. Quando alzi gli occhi al cielo, o li abbassi fin dentro di te, nella tua coscienza, ti arriva una voce che puoi ascoltare. Quando parli, sai che sei ascoltato. Ma puoi fare anche un’altra cosa importante: puoi andarteli a cercare questi “giganti” del pensiero e salire sulle loro spalle, per guardare più lontano, e vedere uno squarcio di cielo che si apre.
a cura di Geremia Momo
09 gennaio 2010 - Email n°2 [Archivio]
Siamo come nani appollaiati sulle spalle di giganti (gli Antichi), sicché possiamo vedere più cose di quante ne vedessero questi ultimi, e a maggior distanza. E ciò non perché la nostra vista sia particolarmente acuta o la nostra statura notevole, ma perché siamo sostenuti e innalzati dall’alta statura dei giganti. Bernardo di Chartres filosofo francese del XII secolo

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