Ogni bambino ha il diritto di leggere il Libro dell altro. Dice Luzzatto Luzzatto, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche “Se ai cattolici facciamo leggere il Vangelo, ai musulmani il Corano e agli ebrei la Torah, ognuno nel suo orticello didattico, l'integrazione va a farsi friggere”. Insomma: buone le intenzioni, però la strada è un'altra. (…) Non può esserci vera integrazione senza reciproca conoscenza. Penso che a scuola bisognerebbe affrontare il problema del fenomeno religioso nel suo complesso, storia, filosofia, costumi sociali. Bisognerebbe cercare di capire perché le diverse forme di religiosità coinvolgono tanta parte di umanità, e sono anche alla base di divisioni violente. Occorre chiedersi che cos'è la religione, perché e come si diffonde, quali sono le religioni più conosciute, quali quelle storicamente a noi più vicine. L'Islam lo devono studiare anche il bambino ebreo e quello cattolico. Ognuno deve poter aprire il Libro dell'altro. Questa è la vera integrazione, che è anche l'unica che ci consente di preservare la nostra società da nuovi tipi di violenza». Obiettivo alto. «Il più alto possibile. La gente deve imparare a stare insieme, a mescolarsi, deve accettare che, a fianco del suo modo di essere e di credere, c'è un altro modo di essere e di credere. E la scuola deve fare la sua parte, dovremo formare docenti in grado di affrontare il tema dell'interculturalità. Discutendo dell'ora di Corano, abbiamo fatto un passo avanti in direzione della tolleranza ma io sto parlando un'altra cosa, di integrazione».
Da un’intervista ad Amos Luzzatto a cura di Alessandra Longo in “la Repubblica” del 20 ottobre 2009