...I care
Gli uomini si dividono in due grandi categorie: quelli che, di fronte per esempio all’incertezza della strada da prendere, per nulla al mondo domanderebbero informazioni; e quella di coloro che domandano con facilità. Quando ci troviamo di fronte a problemi gravi che ci turbano ci viene spontaneo domandare, anzitutto al nostro Spirito interiore e poi anche ad altri. Lo scopo è di poter meglio comprendere insieme «il vero significato di tutte queste cose». Non esistono domande sciocche, se derivano da un vero desiderio di sapere e non solo da una volontà di riaffermare ciò che si pensa; o sono come la domanda di Pilato che interroga Gesù su «che cos’è la verità» e non sta neppure ad ascoltare la risposta. Per questo non esistono domande sciocche, ma solo risposte non pertinenti. Ogni domanda ha una sua serietà, che va rispettata. Anzi è importante che noi facciamo domande per arrivare insieme a quella attenzione alle cose che è preludio all’autenticità del conoscere. Se si ponessero le vere domande anche alla vita politica di oggi e a tanti altri ambiti del nostro vivere, forse a poco a poco giungeremo a una visione più oggettiva degli eventi e non a una serie di reazioni emotive.
Cardinal C. M. Martini – Corriere della Sera – 27 settembre
Auguri a

François Payn - 5 ottobre
Marlène Vicquéry - 8 ottobre
Denis Muscarà - 10 ottobre
Intervista a Cleofa


Cleofa, iniziamo con un paradosso: a Adamo il paradiso terrestre non basta, neppure Dio gli basta. Sì è vero. Per questo Dio crea la donna, come un dono, mentre dorme, carne della sua carne.

Adamo dà il nome alle cose, in segno di possesso, eccetto che ad Eva, perché? Perché la può accogliere solo come un dono. E’ Dio che le dà il nome, e dice di aver voluto fare a Adamo un “aiuto simile” che in ebraico significa “una salvezza che gli cammina a fianco”. Questo è il progetto di Dio all’origine e si rinnova nel mondo ogni giorno in ogni angolo della terra.

L’evangelista Marco usa la parola "aiuto" riguardo alla coppia... I suoi sinonimi sono: soccorso, assistenza, cooperazione, sussidio, giovamento. Questo è il sogno di Dio: ed è bello che Gesù non si lasci tirare dentro la controversia legale, la casistica delle norme sul divorzio di allora, codificato da Mosé, ma solo per gli uomini. Gesù parla invece del sogno Dio per l’uomo e la donna, senza assumere posizioni di condanna.

Una lezione per la Chiesa, forse fin troppo abituata a leggi e giudizi morali… Gesù parla del sogno di Dio alle origini: l’amore che porta a vivere due vite, ad assumere la vita dell’altro/a come parte della propria storia. Il vangelo ribadisce proprio questo progetto originale di Dio per combattere il male originale della solitudine. E questa è la storia di ogni nostra famiglia, di ciascuno di noi.
a cura di Geremia Momo
03 ottobre 2009 - Email n°39 [Archivio]

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