Gli uomini si dividono in due grandi categorie: quelli che, di fronte per esempio all’incertezza della strada da prendere, per nulla al mondo domanderebbero informazioni; e quella di coloro che domandano con facilità. Quando ci troviamo di fronte a problemi gravi che ci turbano ci viene spontaneo domandare, anzitutto al nostro Spirito interiore e poi anche ad altri. Lo scopo è di poter meglio comprendere insieme «il vero significato di tutte queste cose». Non esistono domande sciocche, se derivano da un vero desiderio di sapere e non solo da una volontà di riaffermare ciò che si pensa; o sono come la domanda di Pilato che interroga Gesù su «che cos’è la verità» e non sta neppure ad ascoltare la risposta. Per questo non esistono domande sciocche, ma solo risposte non pertinenti. Ogni domanda ha una sua serietà, che va rispettata. Anzi è importante che noi facciamo domande per arrivare insieme a quella attenzione alle cose che è preludio all’autenticità del conoscere. Se si ponessero le vere domande anche alla vita politica di oggi e a tanti altri ambiti del nostro vivere, forse a poco a poco giungeremo a una visione più oggettiva degli eventi e non a una serie di reazioni emotive.
Cardinal C. M. Martini – Corriere della Sera – 27 settembre