Veri cristiani si diventa nel territorio. La «parrocchia, il territorio è lo spazio in cui i cristiani ascoltano il mondo (gli uomini e le donne con le loro sofferenze, le speranze e le fatiche; il creato, l’ambiente e la terra...) vivendo la storia senza evasioni, perseguendo responsabilmente il bene comune insieme con gli altri uomini ed esercitando la propria responsabilità. Il territorio è il luogo in cui i cristiani sono innestati nella comune vicenda culturale di un popolo e dove devono ogni giorno discernere i «segni dei tempi». C’è bisogno di uno spazio per credere, di un luogo in cui diventare cristiani, in cui radicarsi e poter vivere la comunità e accrescere la comunione. Il primo compito di un cristiano resta quello di conformare la propria vita umana alla vita umana di Gesù, una vita che ha saputo «narrare» Dio nella storia. Un cristiano che cerca di vivere evangelicamente il rapporto con la storia dovrebbe, soprattutto oggi, essere disponibile allo scambio, al confronto, al dialogo all’interno e all’esterno della comunità cristiana: non diffidenza, arroccamento, intransigenza, non lo stare su posizioni difensive, non il cedimento alla tentazione di ripagare con la stessa moneta l’ostilità e il disprezzo da parte della società non cristiana bensì, come diceva Paolo VI, «guardare al mondo con immensa simpatia».
tratto da un articolo di Enzo Bianchi in “La Stampa” del 20 settembre 2009