Secondo te, Cleofa, qual è il compito della Chiesa?
Il compito della Chiesa non è quello di suonare le campane perché la gente accorra, e si sottoponga a codici di comportamento o a rituali religiosi. Semmai il compito suo è quello di essere sempre in cammino, comunicando, mentre cammina, il gusto e il senso dell’esistenza.
Cristo non era un sedentario. Che valore ha questo suo essere sempre in cammino per la Chiesa di oggi?
Per questo suo essere sempre in cammino, Gesù non può aver voluto come discepoli dei sedentari. Più che essere in cammino, i discepoli di Cristo oggi sembrano essere disorientati o rassegnati.
C’è chi si sente disorientato e pensa che sia meglio per la Chiesa tornare indietro, agli anti splendori.
C’è chi è rassegnato e vive stancamente la propria fede, accettando che la Chiesa sia come una guardiana della fede e dei costumi, o peggio, come garante dell’ordine al servizio dei potenti.
Qual è la strada che indica il Vangelo, e quale stile suggerisce?
Non è tanto in termini di organizzazione che bisogna ripensare la Chiesa. La Chiesa del vangelo è una comunità di testimoni, capaci di far sorgere qualcosa di veramente nuovo, di dare respiro, di parlare di una nuova nascita.
Il vangelo dice anche una parola sullo stile della Chiesa: leggerezza e libertà. Uno stile che non è quello dei manager, piuttosto uno stile che è quello dei profeti, dei poeti, dei testimoni con un’anima dentro, un cuore che dispensa speranza per tutti.
E per il futuro, come immagini la Chiesa?
Verranno giorni in cui le case parrocchiali non avranno più un parroco stabile, ma torneranno ad essere la casa della comunità. E sarà la primavera per la Chiesa.
Che cos’è la Chiesa? Qual è il suo ruolo? Ecco cosa ha detto Gesù ai discepoli che forse si erano montati un po’ la testa. Ce lo racconta Cleofa, in questa intervista.