Constatata la crisi strutturale della democrazia, chi scrive si è posto in conclusione l’interrogativo se sia dato o meno credere nella possibilità di un suo rilancio. Tre paiono i presupposti principali di questa rinascita: 1) la capacità delle autorità politiche dei singoli Stati e degli organismi internazionali di porre sotto controllo le oligarchie economiche, in modo da togliere loro il potere di agire pressoché indisturbate nel perseguire i propri interessi particolari e da impedire il ripetersi di crisi catastrofiche come quella scoppiata nell’autunno del 2008; 2) la sottrazione ai potentati della finanza e dell’industria di un dominio sui mass media che vanifica la possibilità stessa di una opinione pubblica informata in maniera veritiera e realmente pluralistica; 3) un’energica azione volta a combattere l’eccesso di disuguaglianze economiche che rendono una parola vuota la solidarietà, minano la coesione sociale e pongono i non tutelati, i poveri, gli emarginati in una posizione che non è di cittadini ma, agli estremi, di veri e propri paria di nuova generazione.
Crisi della democrazia di Massimo L. Salvadori in “la Repubblica” del 12 giugno 2009